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Articoli scritti dalle nostre professioniste per informare, supportare e accompagnare ogni mamma e ogni papà nel proprio percorso di genitorialità.
Come orientarsi tra nidi, micronidi e servizi integrativi per trovare il posto giusto per il proprio figlio. Una guida pratica per genitori consapevoli.
Grazie ai moderni metodi contraccettivi sembra di poter decidere quando avere un figlio. Ma la biologia ci ricorda che la gravidanza sfugge spesso al nostro controllo.
La figura paterna è cambiata, ma le problematiche psicologiche che vive il futuro padre durante la gravidanza restano spesso nell'ombra. Un'analisi dei vissuti emotivi e inconsci della paternità.
Ogni cambiamento richiede un periodo di adattamento che può generare stress e disagio. Come la riflessologia può aiutare mente e corpo a ritrovare l'equilibrio durante la gestazione e il post-partum.
Il primo colloquio con le educatrici è un momento di ascolto e fiducia reciproca: ecco cosa condividere, quali domande fare e perché è l'inizio di un percorso educativo condiviso con la vostra famiglia.
Che cos'è l'aborto spontaneo dal punto di vista medico, cosa succede al corpo e perché, oltre agli aspetti fisici, è importante concedersi il tempo di elaborare il lutto della gravidanza interrotta.
Cosa significa essere una «buona madre» dal punto di vista psicologico: il ruolo del riconoscimento reciproco tra madre e figlio e come la qualità della presenza materna influisce sulla crescita del bambino.
Durante la gravidanza il corpo non è l'unico protagonista: la psiche vive un profondo rimescolio interiore. Cos'è l'inconscio e perché lo stato psicologico della futura mamma ha un impatto diretto sul benessere del bambino.
Allattare al seno fa bene, ma non è l'unico modo per essere una «mamma presente»: quanto conta la serenità psicologica della madre nella relazione con il proprio bambino, anche quando si sceglie l'allattamento artificiale.
Cos'è il baby blues, il periodo fisiologico di sbalzi d'umore che colpisce la maggior parte delle neomamme nei primi giorni dopo il parto, e come riconoscerlo senza trascurarlo.
Come riconoscere la depressione post partum, distinguerla dal baby blues per persistenza e comparsa tardiva dei sintomi, e perché affrontarla in psicoterapia fa bene sia alla mamma che al bambino.
Dal corteggiamento alla diapausa embrionale, dalla nascita nella tana fino all'indipendenza a un anno e mezzo: come vive la maternità un'orsa, passo dopo passo.
Ventuno mesi di gestazione, la più lunga tra i mammiferi, e un branco matriarcale che accudisce ogni cucciolo come fosse suo: il legame tra mamma e piccolo nel mondo degli elefanti.
Un capolavoro documentaristico del Seicento: Jusepe de Ribera ritrae Maddalena Ventura, la "donna barbuta", mentre allatta il figlio appena nato.
Edvard Munch aveva cinque anni quando perse la madre. In questo celebre dipinto si immedesima nella bambina disperata davanti al lutto: un'analisi del quadro e della biografia dell'artista.
Nella Madonna di Lucca, Jan van Eyck fonde il trono maestoso della regina dei cieli con l'intimità di una mamma che allatta: un capolavoro fiammingo del Quattrocento.
Niente aureole né sfarzo regale: Raffaello ritrae una madre popolana che stringe il figlio, forse ispirandosi a una scena di vita vera intravista per strada.
Ottanta giochi diversi affollano una piazza fiamminga in questo capolavoro del 1560: ma i volti dei bambini hanno tratti da adulti. Un quadro che è anche una metafora, quasi un sogno.
Due quadri, entrambi intitolati Speranza, danno due visioni completamente opposte della gravidanza: uno inquietante e minaccioso, l'altro dolce e meditativo. Un confronto tra le due opere di Klimt.
Nel 1905, nel pieno del suo periodo rosa, Picasso dipinge una madre e un figlio fusi in un unico scialle: un'immagine classica, universale ed eterna della maternità.
Frida Kahlo dipinge sé stessa neonata, col volto da adulta, allattata da una balia india dal viso coperto da una maschera funeraria: un quadro pieno di contraddizioni sul suo rapporto con la maternità e con la terra.
Seduta su un letto vuoto, con una bambola al posto del figlio che non potrà mai avere, Frida Kahlo non mostra disperazione: mostra sfida.
Sdraiata sulla terra arida, dal costato di Frida nascono rami verdi che si impiantano nel suolo: un'immagine di autofecondazione e di pace ritrovata, dipinta a 36 anni.
Dietro il souvenir più famoso della Russia si nasconde una storia recente e un simbolismo profondo legato alla maternità: dalle origini ottocentesche al significato dei sette corpi.
Da vecchio defilato appoggiato a un bastone fiorito a padre giovane e presente: come è cambiata nei secoli l'immagine di San Giuseppe, fino alla dolcezza della Sacra Famiglia col cagnolino di Murillo.
Come il Reiki può accompagnare la donna dalla ricerca del concepimento fino al parto, coinvolgendo anche il padre in un ruolo attivo di sostegno.
Quando l'averne troppo tra le mani diventa destabilizzante. In realtà è sempre una risorsa: una riflessione nata dai mesi di pandemia sul tempo trascorso con i figli.
Il riposo forzato in gravidanza non è un intoppo da subire, ma un tempo prezioso: come lasciarsi guidare dai cicli biologici della natura invece di viverlo con frustrazione.
Oltre alle proprietà lenitive già note, l'ambra svolge da sempre un ruolo silenzioso di «spugna energetica»: come piccoli oggetti di questa resina fossile possono bonificare l'energia di una casa o di un ufficio.
Perché tanti neonati e bambini piccoli indossano una collanina d'ambra? Non è vanità né superstizione: le proprietà lenitive dell'acido succinico e altri rimedi «della nonna» sempre attuali.
Ogni futuro genitore porta con sé la propria famiglia di origine, con i suoi conflitti irrisolti. Perché lavorare su queste radici prima di intraprendere il cammino genitoriale è così importante.
Se vuoi crescere una pianta sana, cura le sue radici: un principio olistico base per chi si prepara a diventare genitore, tra Reiki, Costellazioni Familiari e Cristalloterapia.
Dallo Yoga in gravidanza al Reiki, dalla Riflessologia plantare alle Costellazioni Familiari: una panoramica delle discipline olistiche che possono accompagnare la donna nel percorso genitoriale.
38 fiori, un trattamento di macerazione millenario e 25 anni di esperienza sul campo: come funziona davvero la fitoterapia di Bach e perché la gestante «vibra per due».
Dalla sensibilità del terapeuta alle «Aree Cutanee» e alle «Linee Lunari»: due metodiche oggettive, basate sulla mappatura del derma e sulla Medicina Tradizionale Cinese, per una diagnosi precisa con i fiori di Bach.
Il grande sforzo posturale a livello cervico-toracico che l'allattamento richiede al corpo della neo mamma, e come la riflessologia plantare e auricolare possono assecondarlo, anche in caso di mastite e ragadi.
Dopo il parto il corpo e la mente della donna vengono messi a dura prova: come le tecniche di riflessologia — plantare, palmare, auricolare, facciale — possono aiutare a prevenire e ristabilire l'equilibrio.
Un breve video guidato per concedersi qualche minuto di rilassamento, nel pieno di una fase — quella della maternità — in cui è facile dimenticarsi di prendersi cura di sé.
Il secondo video guidato della serie per concedersi qualche minuto di rilassamento e benessere.
Dalla diade madre-bambino alla triade con l'ingresso del padre: le 4 fasi, correlate a precise età, attraverso cui il bambino costruisce la propria indipendenza grazie alla relazione con il papà.
Esperienza pratica, limiti e norme, responsabilità, disponibilità, coinvolgimento: le caratteristiche che rendono una figura paterna equilibrata ed efficace, e perché il gioco è lo strumento principale per costruirla.
La differenza tra gioco e giocattolo, e le prime due tipologie di gioco — tonico emozionale e sensomotorio — con i consigli della neuropsicomotricista su cosa proporre nei primi mesi di vita.
Gioco sensomotorio, protosimbolico e simbolico: come si sviluppano dai 6 ai 36 mesi, con i consigli pratici della neuropsicomotricista su materiali e attività da proporre in ogni fase.
La posizione eretta, la «navigazione costiera» e l'imparare a cadere: le tappe che, tra i 9 e i 18 mesi, preparano il bambino al primo grande atto di indipendenza, il cammino.
Dalla marcia in quadrupedia alla deambulazione autonoma: come cambia lo schema del passo, e cosa fare (e non fare) in casa per accompagnare questa fase — niente girello, niente fretta.
Postura seduta, presa radio-palmare e pointing gestuale: cosa succede nello sviluppo motorio del bambino tra i 6 e i 9 mesi, e perché è tra i trimestri più significativi della crescita.
Strisciamento, pivoting, shuffling e gattonamento: le diverse forme di spostamento orizzontale, e perché box, girello e jumper andrebbero evitati in questa fase dello sviluppo.
Dal terzo mese in poi, i movimenti involontari lasciano spazio a un controllo muscolare sempre più intenzionale: cosa succede nel corpo del bambino, e cosa fare (o evitare) per accompagnarlo.
Dal quarto al sesto mese: la scoperta di mani e piedi, il rotolo, lo striscio e la conquista della posizione seduta, con i consigli pratici su cosa proporre e cosa evitare.
Dal riflesso della marcia automatica al riflesso di Moro, dal grasping alla suzione: come riconoscere i principali riflessi neonatali, e perché la loro osservazione aiuta a prevenire fatiche nello sviluppo.
Avere un bambino è una scelta irrevocabile che cambia la vita: perché è importante che sia una decisione ponderata dalla coppia, libera da pressioni esterne.
I sentimenti di aggressività verso il bebè esistono in quasi ogni mamma e non vanno negati: riconoscerli è il primo passo per riuscire a gestirli senza farne danno.
La storia di una mamma che, grazie a un percorso di psicoterapia, ha imparato a godersi la sua seconda maternità dopo aver vissuto la prima come un peso.
Perché fin dalle prime settimane di vita l'interazione fisica e non verbale con il bebè è fondamentale per il suo sviluppo affettivo e cognitivo.
Fame, fastidio o dolore: tutti i bebè attraversano momenti di malessere. Come comunicare con loro attraverso il linguaggio non verbale per aiutarli a rasserenarsi.
Cos'è la Strange Situation di Mary Ainsworth e quali sono i quattro stili di attaccamento (sicuro, insicuro evitante, insicuro ambivalente, insicuro disorganizzato) che un bambino può sviluppare verso la madre.
Dagli studi di Bowlby ai celebri esperimenti di Harlow sulle scimmie Rhesus: perché la relazione di attaccamento tra bambino e genitore è così determinante per lo sviluppo futuro.
Perché tanti bambini tra i quattro e i dodici mesi si affezionano a un peluche o a uno straccetto: cosa sono gli «oggetti transizionali» descritti da Winnicott e a cosa servono.
Dal secondo al sesto mese di vita l'interazione con il bebè si trasforma: dal contatto visivo ai giochi di rispecchiamento, fino ai primi giochi condivisi.
Allattare il bebè «a richiesta» è utile nelle prime settimane, ma imparare a rimandare la gratificazione aiuta il bambino a gestire la frustrazione: perché non bisogna anticipare ogni suo desiderio.
Un viaggio storico tra i metodi psicologici usati nel Novecento per alleviare il dolore del parto: dall'ipnosi al metodo Dick Read, fino al metodo psicoprofilattico sovietico.
La storia del metodo Lamaze, il celebre «parto indolore» nato in Francia negli anni 50 e diffuso poi anche in Italia grazie a Malcovati e Miraglia.
Perché il rientro a casa col bebè mette in crisi tante neomamme: un'ipotesi psicologica che lega l'insicurezza materna al ricordo inconscio della propria «Hilflosigkeit» infantile, descritta da Freud.
Perché alcune donne difendono il parto spontaneo «a qualsiasi costo» e altre chiedono di programmare il cesareo fin dall'inizio della gravidanza: due atteggiamenti opposti che nascondono la stessa paura del distacco.
Concepimento con la spirale, gravidanze sopravvissute a tentativi di aborto, gemelli perduti: come queste circostanze possono lasciare tracce nella psiche del bambino, e perché la presenza del genitore può fare la differenza.
Perché la maternità, pur essendo un evento fisiologico, può diventare fonte di stress: come i traumi inconsci del passato influenzano il modo in cui si vive la gravidanza.
Non basta il seno: perché la qualità dell'allattamento dipende soprattutto dalla presenza affettiva, non solo fisica, di chi nutre il bebè.
Dopo la perdita di un figlio, concepirne subito un altro non aiuta a elaborare il lutto: i rischi psicologici di un'«identità concezionale» costruita per colmare un vuoto.
Perché tante persone raccontano alle donne incinte i dettagli più angoscianti di parti difficili: dietro questo «sadismo» si nasconde spesso una gelosia infantile mai elaborata.
Ereditarietà, ontogenesi e circostanze del concepimento: come nasce l'«identità concezionale» dell'embrione secondo lo psichiatra perinatale B. Bayle, e perché conta per lo sviluppo futuro del bambino.
Quasi tutte le neomamme provano, almeno una volta, pensieri intrusivi di poter far male al proprio bambino: quando è normale e quando invece si tratta di disturbo ossessivo compulsivo post partum.
Perché la gravidanza, con la sua maggiore «trasparenza psichica», è un momento in cui la psicoterapia può fare la differenza, soprattutto per le donne con una storia di difficoltà psichiche o in cura con psicofarmaci.
Dalla madre nubile che sceglie consapevolmente di avere un figlio da sola alla madre che si ritrova sola per circostanze della vita: cosa significa, dal punto di vista psicologico, allevare un bambino senza un partner.
Dalla «preoccupazione materna primaria» di Winnicott al legame fusionale dei primi mesi: come la qualità della presenza materna aiuta il bebè a costruire la propria individualità.
Perché la fretta di tornare produttive dopo il parto danneggia sia le mamme che i bebè: il puerperio è il tempo minimo necessario per «impratichirsi» del proprio ruolo, non un periodo da abbreviare.
Perché anche i genitori più attenti possono, senza volerlo, esporre il bambino a situazioni di sofferenza inconsapevole: il caso del co-sleeping e della «scena primaria» descritta dalla psicoanalisi.
Cosa succede psichicamente quando due gemelli condividono lo stesso utero? Un'ipotesi psicoanalitica su aggressività, sopravvivenza e legame nella vita intrauterina.
Nella fase espulsiva riaffiorano ansie legate allo stadio anale dell'infanzia e, in caso di episiotomia, antiche fantasie inconsce di castrazione: un'analisi psicologica dell'ultima fase del travaglio.
Uno dei compiti più importanti della madre è aiutare il bambino a diventare una persona indipendente: perché questo processo di separazione, iniziato già in gravidanza, non è mai scontato.
Perché il terrore del parto, a differenza della normale apprensione, è quasi sempre il sintomo di una conflittualità profonda che affonda le radici nella vita intrauterina e nella prima infanzia.
Un pre-linguaggio fin dalla nascita: cosa comunica davvero il pianto del neonato e perché imparare a decodificarlo è il primo passo per rassicurarlo.
Cani, gatti, elefanti, panda: perché durante la gravidanza gli animali compaiono così spesso nei sogni, e cosa rappresentano nella psiche della futura mamma.
I problemi di sonno del bebè non riguardano solo lui: spesso sono in relazione con le ansie inconsce di chi se ne occupa. Perché un lavoro su di sé della mamma può aiutare il bambino a dormire meglio.
Accanto alla violenza conclamata, esistono forme più sottili di trauma inflitte da genitori che amano i propri figli: come l'ignoranza sui reali bisogni del neonato può fargli del male senza volerlo.
Sogni di violenza, morte o cataclismi durante una gravidanza serena: perché questi incubi hanno in realtà una funzione protettiva e non vanno vissuti come cattivi presagi.
Non tutti i «no» sono uguali: perché saperli usare al momento giusto è un alleato della crescita, non un ostacolo, secondo la celebre intuizione di Asha Phillips.
Perché è così difficile dire di no ai propri figli? Tre ostacoli comuni, e perché dire «sì» per stanchezza o disattenzione non è davvero un atto d'amore.
Cos'è la «madre morta» descritta dallo psicoanalista André Green: quando la madre è fisicamente presente ma psicologicamente lontana, e come questo condiziona lo sviluppo affettivo del bambino.
Dalla paura di non riconoscere l'inizio del travaglio a quella di rompere le acque in pubblico: come riconoscere la fase prodromica del parto e gestirne le ansie più comuni.
Mele che sostituiscono l'ecografia, pere che diventano bambini: perché il tema del cibo è così presente nei sogni delle donne incinte, e cosa rivela sulla regressione infantile della gravidanza.
Quando un bambino si ammala con frequenza insolita, il vero «malato» potrebbe essere il rapporto con la madre: cos'è la Sindrome Pediatrica di Evitamento Materno (SPEM).
Come il distacco emotivo di una madre depressa viene percepito dal bebè, e attraverso quali segnali — pianti, difficoltà di crescita, ipotonia — il bambino esprime il disagio.
Perché la nascita di un secondo figlio è sempre fonte di gelosia per il primogenito, e perché più i fratelli sono vicini d'età più il disagio può essere intenso.
Sempre stanca, sempre sopraffatta, sempre bisognosa di essere consolata: perché la «madre vulnerabile» rischia di ostacolare, senza volerlo, la separazione e l'autonomia del figlio.
Un incubo ricorrente sulla salute del bambino, raccontato durante una seduta di psicoterapia, rivela sensi di colpa infantili mai del tutto elaborati: gli incubi in gravidanza non sono mai presagi.
Perché l'ansia ossessiva per la salute del bambino, spesso sproporzionata rispetto ai dati oggettivi, può nascondere antichi sentimenti di gelosia infantile mai del tutto elaborati.
Dalle gravide «falsamente presenti» a quelle che vivono la gravidanza come una malattia: come il grado di ambivalenza inconscia verso il nascituro condiziona anche la scelta di come partorire.
Perché durante la gravidanza si sogna di più, e cosa significa davvero interpretare un sogno: la differenza tra contenuto manifesto e contenuto latente secondo la psicoanalisi.
Da dove nasce il desiderio improvviso e irrefrenabile di un cibo particolare durante la gravidanza? Un'ipotesi psicoanalitica lega le «voglie» all'ambivalenza inconscia verso il nascituro.
Dallo stetoscopio ai raggi X fino agli ultrasuoni: come l'ecografia ha cambiato il rapporto tra genitori e nascituro, e perché non c'è un buon modo di comunicare una diagnosi difficile.
Carenze quantitative, carenze qualitative e discontinuità interattive: la classificazione di Mary Ainsworth sui vari modi in cui una madre può essere presente accanto al proprio bambino.
Perché la gravidanza sembra riportare le donne a uno stato fetale: il rapporto insolito con l'acqua e l'ipersensibilità olfattiva che molte gestanti raccontano di provare.
L'aborto volontario, anche quando è una scelta ponderata, può lasciare un malessere non riconosciuto che riaffiora anche a distanza di tempo: perché elaborarlo psicologicamente conviene a tutti.
Perché soprattutto dopo un aborto precedente o una lunga attesa per restare incinte, l'inizio della gravidanza può essere vissuto con la paura costante di perdere il bambino.
Perché intorno ai sei mesi allattare «a domanda» non basta più: come accompagnare il bambino nel passaggio dalla fase fusionale a un graduale, sano distacco dalla mamma.
Perché le premure eccessive di familiari e amici verso una donna incinta, per quanto dettate dall'affetto, nascondono spesso sentimenti ambivalenti mai del tutto riconosciuti.
Perché il malessere legato a un aborto precedente, se non elaborato, tende a riaffiorare con particolare intensità nel periodo del post partum di una gravidanza successiva.
Dal fisiologico baby blues alla rara ma grave psicosi puerperale: come riconoscere i segnali di un disturbo che richiede un intervento tempestivo.
Perché portare un neonato ovunque, alla stessa frenesia dei genitori, non è sempre la scelta migliore: come organizzare una vacanza «a portata di bambino» senza rinunciare al proprio bisogno di riposo.
Come il rapporto, amore e odio, vissuto con la propria madre durante l'infanzia riaffiora durante la gravidanza e colora l'ambivalenza inconscia verso il proprio bambino.
Cos'è la «preoccupazione materna primaria» descritta da Winnicott, e perché questa accresciuta sensibilità, per quanto preziosa, non deve mai sostituire tutte le altre relazioni della madre.
Per Lara, il sintomo più comune della gravidanza riattiva un ricordo d'infanzia legato ai sensi di colpa: un esempio di come i sintomi fisici della gestazione possano parlare del passato.
Dal punto di vista medico e da quello psicoanalitico: perché la gravidanza si accompagna così spesso a nausea e disturbi digestivi, e cosa c'entrano le teorie sessuali infantili.
Come un innesto da tollerare: la reazione biologica di rigetto con cui il corpo materno accoglie inizialmente l'embrione, raccontata attraverso l'immagine di una tempesta.
Cos'è la «neotenia» e perché il neonato, immaturo rispetto agli altri mammiferi, ha un bisogno assoluto di una presenza materna che sappia calibrare presenza e piccole frustrazioni.
Come cambia l'intimità di coppia durante la gravidanza: il racconto di una donna che si sente più vicina al marito ma, allo stesso tempo, sola in un'esperienza che sente di poter vivere solo lei.
Chi sono adesso che ho finito di essere la gravida degli ultimi nove mesi? Il difficile lavoro di ritrovare la propria identità nei primi giorni dopo la nascita del bambino.
Perché in gravidanza si passa da un'insolita indifferenza a un'emotività fuori controllo: cosa provoca questi bruschi mutamenti d'umore e perché sono del tutto fisiologici.
Un primo parto vissuto come faticoso e medicalizzato, un secondo affrontato con più serenità: come il lavoro su di sé può cambiare profondamente il modo di vivere il travaglio.
Dalle credenze popolari del passato alle teorie sull'acidità vaginale: perché il desiderio di un maschio o di una femmina affonda le radici in un rapporto inconscio con i propri genitori.
Cosa succede quando il bambino della realtà non coincide con quello della fantasia costruita in nove mesi di gravidanza: perché il primo incontro con il neonato non è sempre amore a prima vista.
L'attaccamento al figlio non è sempre immediato: perché alcune mamme si sentono travolte dalla gioia in sala parto, mentre altre hanno bisogno di più tempo per riconoscere il proprio bambino.
Cosa distingue davvero sterilità e infertilità, e perché la «sterilità pre-primaria» di chi non ha mai provato a diventare madre nasconde spesso radici psicologiche risalenti all'infanzia.
Seno o biberon: sotto l'aspetto psicologico non è il metodo a fare la differenza, ma lo stato d'animo con cui si allatta. Perché non bisogna colpevolizzare chi non se la sente di allattare al seno.
Dal desiderio di sopravvivere alla propria morte a quello di rivivere la propria infanzia: le motivazioni profonde, spesso inconsce, che spingono a diventare madre.
Perché il desiderio ossessivo di un figlio può paradossalmente ritardarne il concepimento: la testimonianza di Lara e il ruolo del ginecologo come figura su cui si proiettano le paure dell'infanzia.
Il desiderio di un figlio comincia molto prima del concepimento, fin dai giochi con le bambole dell'infanzia: la storia di Lara, che apre il racconto della sua gravidanza e del suo mondo interiore.
Il pavimento pelvico è la componente muscolare del perineo, fondamentale per la salute della donna: come riconoscerne i segnali di debolezza e prendersene cura dopo il parto.
Non sempre il post partum va come ci si aspettava: dalle emozioni inattese verso il neonato ai cambiamenti del corpo, fino a una degenza più lunga del previsto. Come attraversare gli imprevisti dopo il parto.
Un'intervista a Cristina, mamma da poche settimane, che ha annotato pensieri ed emozioni di nove mesi di gravidanza in un diario: dal test di gravidanza al travaglio, fino alla nascita di Laura.
Perché l'alimentazione nei primi 1000 giorni di vita, dal concepimento ai due anni, è decisiva per la salute futura del bambino: allattamento, svezzamento e consigli pratici per un'alimentazione bilanciata.