
I testi biblici relativi a Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù, sono piuttosto scarsi, al punto che le caratteristiche della sua figura sono emerse soprattutto attraverso lo studio dei vangeli apocrifi: la maggior parte del materiale utilizzato per le sue immagini proviene dal cosiddetto Protovangelo di Giacomo, del II secolo, sulla base del quale nel corso dei secoli si sono formate le immagini canoniche del santo.
Il bastone fiorito e la colomba
Il Protovangelo di Giacomo spiega, per esempio, l'origine dell'immagine canonica per eccellenza: il santo che si appoggia a un bastone fiorito. Maria era stata portata nel Tempio di Gerusalemme nella prima infanzia e viveva nel Tempio dedita a Dio. Quando raggiunse i dodici anni, un angelo apparve ai sacerdoti ordinando loro di convocare tutti i vedovi: Dio avrebbe dato un segno per indicare il prescelto a diventare sposo di Maria. Il segno che portò alla scelta di Giuseppe tra i candidati si verificò quando una colomba si alzò in volo dal suo bastone. Nella Leggenda aurea, il testo composto nel XIII secolo dal frate domenicano Jacopo da Varazze (che ancora oggi costituisce il riferimento indispensabile per interpretare la simbologia e l'iconografia nelle opere di contenuto religioso), prima che la colomba si alzi in volo dal bastone, dallo stesso nascono dei fiori. L'episodio del bastone è talvolta raffigurato in gruppi di immagini dedicate alla Natività, ad esempio in una tavola degli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Giotto. Nelle immagini del periodo successivo il bastone diventa un gambo di giglio, simbolo di castità, che fa riferimento all'immacolata concezione di Maria e al fatto che ella sia rimasta vergine per tutta la sua vita terrena.
Una presenza defilata
San Giuseppe, naturalmente, è anche raffigurato nelle molte immagini relative alla nascita di Gesù. Praticamente in tutte le natività egli appare, perché fa parte della storia, ma gli artisti — come fa notare lo scrittore inglese Alan Bennett nel suo divertentissimo Una visita guidata — spesso raffigurano addirittura il bue e l'asinello in modo più rigoroso e dettagliato dello stesso Giuseppe. A significare la sua partecipazione inattiva alla generazione del figlio, spesso egli è rappresentato addormentato, e in ogni caso la sua figura non distoglie mai l'attenzione dell'osservatore dal vero centro del quadro, costituito da Maria, Gesù Bambino e i pastori o i Magi. In altri termini, il fatto che San Giuseppe sia poco visibile enfatizza l'evento glorioso della venuta tra gli uomini del Figlio di Dio. Praticamente lo stesso approccio si ripete nelle immagini della fuga in Egitto.
Insomma, San Giuseppe è sempre defilato rispetto a Maria e a Gesù, e in questo senso il Tondo Doni di Michelangelo — con Gesù sulle ginocchia del padre putativo e Maria che si volta per prendere il figlio — è una sconvolgente eccezione, e un'ulteriore prova di quanto Michelangelo fosse un artista poco allineato alla tradizione. L'arte medievale aveva mostrato raramente San Giuseppe singolarmente o alla pari degli altri santi. L'atteggiamento comincia a cambiare a metà del XV secolo, quando si inizia a vederlo nelle vesti del padre di un Gesù Bambino che sta crescendo, e talvolta viene raffigurato mentre lo istruisce al lavoro di falegname. La popolarità del santo cresce, e all'inizio del XVI secolo Sisto IV, il papa che aveva ordinato la creazione della Cappella Sistina, istituisce la festa di San Giuseppe il 19 marzo.
La Sacra Famiglia col cagnolino
Dall'inizio del XVI secolo le immagini della Sacra Famiglia, con San Giuseppe, la Madonna e il Bambino Gesù, entrano in favore. Questa stessa epoca vede un notevole aumento del numero di immagini raffiguranti Giuseppe singolarmente e del numero di chiese e cappelle a lui dedicate. In questo periodo cambia anche l'aspetto del santo: precedentemente raffigurato, al fine di mantenere fede nella verginità perpetua di Maria, come un vecchio calvo e canuto e spesso appoggiato a un bastone, Giuseppe diventa più giovanile, e si sottintende che egli, pur giovane uomo, sia in grado di dominare le proprie passioni nei confronti della sposa.
A questo periodo risale il dolcissimo quadro che ho scelto, La Sacra Famiglia col cagnolino, realizzato da Bartolomé Esteban Murillo nel 1650 e conservato al Museo del Prado di Madrid. Al centro del quadro, Gesù — un bimbo molto umanizzato, a piedi scalzi e intento a giocare con un uccellino e con un cagnolino — è appoggiato al padre, dietro al quale si intravedono gli strumenti della sua professione, che lo osserva fiero e compiaciuto. La posizione di Giuseppe nel quadro è centrale rispetto a quella di Maria, e nel suo complesso l'immagine è quella di una famiglia umile, ma armoniosa e felice, di cui San Giuseppe è custode.