È necessario avere ben chiara la differenza tra giochi e giocattoli, ancora troppo spesso confusi tra loro, ma soprattutto comprendere l'esistenza di diverse tipologie di gioco alle quali è buona prassi accompagnare e proporre giocattoli (intesi nel più ampio concetto di «materiali») differenti. L'adeguata corrispondenza tra gioco e giocattolo permette di offrire al bambino un'esperienza ottimale e su misura per il suo percorso di crescita.
Sonagli, palle, macchinine, bambole… e ancora maracas, costruzioni, cubi…
Se ci pensiamo bene, esiste un'immensa varietà di giocattoli che acquistiamo ed offriamo ai bambini, e questo voi mamme lo sapete bene. Quante volte, soprattutto durante la primissima infanzia, voi, ma anche nonni, zii, amici, fate trovare, in meravigliosi pacchetti regalo, giocattoli di ogni genere: sonori, luminosi, da incastrare o da manipolare, da comporre o lanciare? La risposta la conosciamo entrambi: molte volte! Questo, chiaramente quando non va incontro ad una sovrastimolazione, non è un male! I giocattoli, alcuni più di altri, sono utili all'evoluzione del vostro bambino, perché strumenti necessari a quella famosa attività chiamata GIOCO.
Il gioco si configura come un vero e proprio lavoro, indispensabile per la crescita del bambino, e proprio come ogni lavoro ha bisogno di materiali e strumenti adeguati, utili e funzionali: per l'appunto, i giocattoli. Il binomio gioco-giocattoli è pertanto indissolubile, ma non così scontato.
Quale gioco? Quali giocattoli?
Quando parliamo di «gioco» immediatamente pensiamo ai bambini. Ma vi siete mai soffermati a pensare a quale immagine richiama nella vostra mente questa attività? Quanti di voi immaginano il gioco come l'utilizzo delle bambole o della pista delle macchinine? E ancora, quanti associano al gioco l'immagine di due bambini che si passano la palla o di uno solo che costruisce una torre di Lego? E chi di voi, invece, ricollega al gioco uno scambio di sorrisi tra una mamma ed il suo bimbo o il dondolio tra le braccia di papà?
I bambini, come stiamo vedendo assieme nel corso degli articoli, crescono e maturano, acquisendo competenze sempre nuove e sempre più evolute per ogni area di sviluppo: motoria, cognitiva, comunicativa, ma anche relazionale e, per l'appunto, di gioco. Per questo motivo è possibile pensare al gioco come ad un'attività in continuo aggiornamento ed arricchimento, che procede di pari passo con lo sviluppo del bambino.
Seguendo questo filone, sono state convenzionalmente individuate 4 tipologie di gioco che si susseguono e si intrecciano nell'arco dei primi 2 anni di vita. Di seguito vedremo insieme le peculiarità di ciascuna e i giocattoli/materiali consigliati per delle proposte ludiche adeguate e ottimali.
Gioco tonico emozionale (0-2 mesi)
Si tratta delle prime forme piacevoli di scambio e comunicazione che si presentano attraverso il contatto corporeo tra il bambino e la sua mamma. Il gioco avviene anche tramite il dialogo relazionale faccia a faccia con sguardi, sorrisi, il sostegno ed il contenimento offerto (holding), le manipolazioni posturali del corpo del bimbo nello spazio (handling) e grazie alle variazioni di ritmo, tono ed emozioni.
Con il trascorrere dei mesi (2-6 mesi) il gioco tonico emozionale si raffina e si manifesta sempre di più come un'attività ludica di postura e movimento in relazione con il corpo dell'adulto. Il tono muscolare è un vero e proprio veicolo di espressione. I giochi d'interazione faccia a faccia presentano sempre più vocalizzi e l'attenzione comincia ad indirizzarsi anche verso gli oggetti.
Il consiglio della neuropsicomotricista: il corpo della mamma e del papà, le vostre espressioni del volto, la voce, il contenimento fisico sono i primi e più importanti strumenti di gioco con il vostro bimbo. Accompagnate le vostre parole, poche ma chiare, a gesti delicati, accoglienti, a carezze e massaggi nelle diverse parti del corpo. Utilizzate solitamente un tono di voce pacato (no urla), ma in grado di modularsi alla situazione e all'interazione; accompagnate sempre una mimica del volto chiara, ma variegata e teatrale (es. felicità: grandi sorrisi; stupore: occhi molto sgranati e bocca in chiusura a «O»). Consigliabili sono: libricini sensoriali e in tessuto, sonagli e materiali semplici, facilmente reperibili e di uso quotidiano, giochini da mettere in bocca, tappeti morbidi e, soprattutto per i primissimi mesi, materiali con evidenti contrasti visivi (es. bianco e nero).