Frida Kahlo, Io e la mia bambola, 1937, olio su tela, 40×31 cm, Collezione Jacques e Natasha Gelman, Città del Messico.

Frida Kahlo (1907-1954) è una pittrice messicana, moglie del famoso artista Diego Rivera (la biografia completa è nell'articolo «La mia balia e io»).

Frida sa di non poter avere figli. La sua vita è irrimediabilmente vuota e squallida, come il letto su cui è seduta. La bambola che le sta accanto è nuda come un bimbo appena nato, e si potrebbe pensare che Frida la intenda come un surrogato del figlio negato. Ma è un sostituto di ben poca importanza, tanto è vero che Frida ha in mano una sigaretta, cosa che una madre non farebbe quando è insieme al suo bambino. Ma sul viso di Frida non c'è un'espressione di infelicità, o peggio ancora di disperazione, bensì di sfida, come se dicesse: il mondo che mi circonda è vuoto e squallido, mi viene negato un figlio, ma io non mi arrendo, sono una donna viva e bella e capace di essere madre di una creatura in carne e ossa e non di una bambola. Non mi arrenderò, e la speranza — anzi la certezza — dà luce al mio sguardo e armonia alla mia figura.

Mi sembra sia un segno di forza, di speranza, e anche un po' della follia che caratterizza le madri.