Affrontare il parto avendo già dei figli non sempre è più facile: l'esperienza vissuta in precedenza condiziona molto l'attesa dell'evento che, in genere, avviene in tempi più brevi rispetto alla prima volta.
Come racconta Rossella: «la nascita della mia prima bambina era stata piuttosto faticosa: avevano dovuto indurre il parto perché la gravidanza aveva superato il termine e il liquido era scarso; l'uscita della bimba, grossa rispetto alle mie dimensioni minute, aveva richiesto l'episiotomia. Una situazione un po' diversa da quella che avevo immaginato, di travaglio nell'acqua e di parto secondo i tempi della natura. L'ossitocina, utilizzata per indurre contrazioni più efficaci, le aveva rese subito molto intense e frequenti e, nonostante io sia riuscita a partorire in poche ore, mi sono sentita stremata e con una sensazione di profondo malessere addosso perché mi sembrava di non essere stata capace di farcela da sola. A questo si aggiungeva un certo risentimento verso il ginecologo, un po' troppo interventista secondo me: pur avendo capito razionalmente i motivi del suo agire provavo un forte senso di insoddisfazione, perché mi aveva privata di qualcosa a cui tenevo molto. Tutto questo non aveva favorito il rapporto con mia figlia che fin dall'inizio mi pareva un'estranea vorace di cui mi sentivo in totale balia. I sentimenti di amore per la bimba che pensavo nascessero spontanei nella mamma tardavano a presentarsi: mi sentivo apatica, priva delle sensazioni positive che avevo immaginato, ma soprattutto stanca, tanto tanto stanca, senza possibilità di riposarmi a causa dei pressanti ritmi della piccola.»
Senza un lavoro su se stessa come quello che ha fatto Rossella, questa esperienza avrebbe potuto condizionarla e farle affrontare la seconda maternità con maggiore ansia. Invece, quando ricorda quei momenti, le pare impossibile essere stata lei a viverli, come se la rielaborazione dei suoi vissuti le avesse fatto dimenticare le ansie immotivate e improvvise che spesso avevano condizionato profondamente il suo umore in passato.
In una situazione di maggiore serenità non è per caso che anche il parto si sia svolto in modo più fisiologico, qualche giorno prima del termine, senza bisogno di ricorrere all'induzione e senza problemi causati dall'episiotomia.
«Questa volta mi pare tutto diverso, e non solo perché sono più organizzata dal lato pratico rispetto a quando avevo solo una figlia da accudire! Ciò che è cambiato è il mio stato interiore, non più gravato da un peso dai contorni sconosciuti che la maternità aveva fatto emergere in me. Più serena e rilassata riesco a concedermi più tempo per il mio bebè, a godermelo, senza sacrificarmi per quell'assurdo senso del dovere che mi obbligava a essere una buona casalinga più che una buona mamma!»