Gioco sensomotorio (6-12 mesi)
Il bambino inizia a ricercare sensazioni piacevoli attraverso il proprio corpo e non più tramite quello dell'adulto (es. movimento/immobilità, equilibrio/disequilibrio, tensione/distensione, tirare/spingere). Si assiste ad una sperimentazione tonico-posturale in maniera del tutto autonoma, ad esempio il bambino che da seduto prova a non utilizzare più le mani come base di appoggio e si sbilancia posteriormente (ricerca di vertigine), ma anche ad una ricerca di stimolazioni sensoriali piacevoli e ad una nuova conquista dello spazio. (12-24 mesi) Quest'ultimo viene investito pienamente quando il bambino acquisisce maggior sicurezza, competenza e creatività. (24-36 mesi) Progressivamente, attraverso il gioco sensomotorio, il bambino sperimenta in maniera sempre più decisa la propria motricità e si assiste così all'affermarsi di abilità quali l'arrampicata, la salita, la caduta libera e il salto in profondità. Le performance motorie assumono gradualmente la forma di gioco di abilità e prestazione, solitaria o in piccolo gruppo.
Il consiglio della neuropsicomotricista: proponete tappeti in gommapiuma rivestiti, solidi in gommapiuma colorati (i famosi «cubotti») e di diverse dimensioni: rettangolari, quadrati, ma anche cilindrici o concavi, affinché il bambino possa sperimentare oscillazioni, disequilibri e cadute. Cuscini, piccoli ostacoli da superare (es. mattoncini colorati), palle morbide di diverse dimensioni, scalette, scivoli, discese, salite, tunnel, casette dove entrare e uscire. Gli spazi devono essere il più possibile sicuri e liberi dai troppi oggetti. Sì anche a ludoteche ed ambienti adatti alla sperimentazione motoria autonoma.
Gioco protosimbolico (6-24 mesi)
(6-12 mesi) È il momento in cui l'attenzione e l'interesse del bambino si focalizzano sull'oggetto, ed il gioco è profondamente incentrato sull'esperienza che egli ha del mondo circostante e dalle sue opposizioni. È l'esplosione di attività legate al dentro/fuori, presenza/assenza, apertura/chiusura, vicinanza/lontananza, costruzione/distruzione, attivo/passivo, grande/piccolo… (12-24 mesi) In maniera del tutto graduale, il gioco protosimbolico diventa sempre più legato alla manipolazione e alla trasformazione di oggetti e all'utilizzo e la trasformazione di spazi (es. angoli della casa da abitare o in cui stipare i propri oggetti preferiti).
Il consiglio della neuropsicomotricista: adatti a questa tipologia di gioco sono i materiali per i travasi, come pasta di vario tipo, legumi, farina gialla, bicchieri, pentole, cucchiai, contenitori di vario genere. Ma anche il «famoso» cestino dei tesori: catenelle, carta da riciclo (es. delle uova di Pasqua), teli, nastri, ma anche incastri in Lego, costruzioni morbide per torri da abbattere e successivamente da ricostruire. Utilizzate, quanto più vi è possibile, «giocattoli fai da te», quindi creati con materiali di uso comune, così che siano il più possibile appartenenti al vostro quotidiano. Questo, oltre ad essere importante per giocare e sperimentare con elementi reali e propri del suo contesto di vita, favorisce e stimola la curiosità e la creatività del bambino.
Gioco simbolico (12-36 mesi)
(12-24 mesi) Si tratta dei famosi «giochi di finzione» e simulazione condivisa, attraverso codici simbolici gestuali, sonori, mimici, codici d'uso degli oggetti e codici verbali: es. fare finta di mangiare, bere, fare la nanna. (24-36 mesi) L'attività ludica simbolica si declina via via verso la messa in scena improvvisata di piccole storie e successivamente di sequenze narrative sempre più articolate.
Il consiglio della neuropsicomotricista: è il gioco del «fare finta», quindi sono ben accetti bambole, cibi in legno, tessuto o plastica, macchinine, ma anche teli, morbide spade, travestimenti. Sono necessari giocattoli/materiali che consentano al bambino di inscenare momenti di vita quotidiana e via via sempre più fantastica.